Linee programmatiche per la città di Trento

8 luglio 2015

Le linee programmatiche in discussione in queste giornate di consiglio sono un’occasione per la nostra città e per tutti noi consiglieri.

Il testo proposto è frutto di un importante lavoro svolto tra i partiti della maggioranza che nei mesi scorsi hanno condiviso un programma comune, validato dalla cittadinanza attraverso le elezioni comunali del 10 maggio, ora queste linee programmatiche ci offrono quel programma tradotto in programma amministrativo.

Linee programmatiche occasione per la città, dicevo all’inizio. Sì perché è l’occasione per riflettere sul contesto nel quale affrontiamo i prossimi cinque anni di governo:

  • Fase storica: Stiamo vivendo una fase che, in una prospettiva di visione storica, potrebbe anche essere relegata in uno di quei cicli inevitabili che le teorie economiche qualificano ora come deflazione, ora come stagflazione, ora come recessione.

Ma la dimensione globale dei fenomeni e le loro interconnessioni sviluppano dinamiche di processo che non conoscono precedenti e che, in quanto tali, risultano, nel loro evolversi, di difficile previsione, quantitativa e temporale. Ed è questa la difficoltà maggiore del cambiamento che siamo chiamati a governare, mi piacerebbe ancora di più dire siamo chiamati a compartecipare.

Momenti di difficoltà, sono anche trasformazione, mutamento, nuove possibilità.

  • Fase della vita della città: rapporto tra l’uomo e lo spazio, in particolare tra le forme sociali e le modalità con le quali queste hanno trasformato lo spazio, nell’arco dei millenni ha dato vita a diverse forme dell’abitare, del vivere e dell’esprimere la propria socialità in un contesto, che nel corso dei secoli, ha subito mutamenti di carattere economico, politico e sociale.

La pagina di storia che stiamo vivendo, immerge ogni abitante del pianeta nel rapido trasformarsi dei luoghi, dei modi del vivere la propria socialità, il proprio fare nel contesto urbano-spaziale.

Gli inevitabili cambiamenti sembrano portare con sé la necessità per gli individui di riferirsi al proprio locale, per la maturazione del proprio essere cittadini non solo della città in cui si abita ma anche per sviluppare una maturità, se così possiamo chiamarla, del sentirsi cittadini del mondo ed esserne partecipi.

L’esigenza di “abitare”, nel senso più ampio del termine, questi processi di trasformazione, ritengo non possa muovere quindi, se non partendo dal proprio vissuto come cittadino: il senso di appartenenza e di identità della popolazione, la fondamentale vocazione che ogni territorio urbano appare chiamato a riconoscere e a realizzare nel suo sviluppo e nella sua storia.

A distanza di anni possiamo leggere come scelte, indirizzi, pubblici e di governo, di una città ad esempio, gettino le basi per seguire una direzione piuttosto che un’altra. I luoghi della città sono impregnati di significato, dell’uso che se ne fa, quanto dell’azione pubblica che li produce e che indirizza nel tempo quella che possiamo chiamare la “vocazione” non solo dei luoghi stessi, ma della città e del suo territorio.

L’occasione quindi di dibattere sulle linee programmatiche è l’occasione per pianificare in modo complessivo lo sviluppo (sociale, urbanistico, economico, culturale), il senso che diamo alle scelte amministrative.

Non sono linee programmatiche che dettagliano tutte le azioni in modo specifico e credo sia corretto perché i cambiamenti sono veloci e compito della politica indirizzarli ma anche essere capaci di fare scelte diverse in base ai bisogni; abbiamo invece bisogno di avere un quadro complessivo di sistema che dia gli strumenti per circoscrivere il campo delle scelte. I valori dettagliati (equità, inclusione, partecipazione, sostenibilità ecc.) ci danno questo, ci danno la cornice entro la quale opereremo queste scelte, ciascuno con il proprio ruolo, la giunta e noi consiglieri con i nostri compiti di controllo ed indirizzo.

Se dal sindaco fosse arrivata un dettaglio diverso avrebbe tolto all’aula stessa ma anche alla città con le proprie rappresentanze quel ruolo fondamentale di incidere, di indicare, di scegliere la direzione.

Alcuni esempi concreti:

  • Welfare

Nel 2015, a Trento, 26.594 persone hanno più di 65 anni, nel 2020 saranno 28.953, nel 2050 saranno 42.930. Oggi abbiamo 853 posti letto nelle rsa cittadine (840 di questi sono definitivi, 13 di sollievo, con la nuova di Cadine e di via Piave ne avremo 95 in più). Gli anziani non sono un peso, sono una risorsa per la nostra città. Consapevoli che la quotidianità di ogni famiglia è segnata dal bisogno di dare risposte sostenibili, tutti nelle stagioni vita si trovano ad affrontare questa problematica, dobbiamo essere capaci di farlo sempre più, sempre meglio, incidendo prima che sia tardi nella gestione e nella capacità di prenderci cura dei nuovi morbi che esigono competenze e strutture diverse.

Con innovazione dobbiamo garantire la sostenibilità del sistema sociale, senza compromettere la competitività ed il futuro delle giovani generazioni. Iniziamo con un patto tra generazioni che trasformi in risorse a disposizione della società la cultura, la saggezza, la disponibilità di tempo e le tante abilità e conoscenze degli anziani.

Moltiplichiamo le esperienze dei nonni vigile, mettiamo in contatto i circoli anziani e le scuole, costituiamo laboratori di artigianato, troviamo un denominatore comune tra bisogni e desideri, promuoviamo momenti di conoscenza e semplifichiamo la vita di chi desidera mettersi a disposizione della città. Orti cittadini, manutenzione ed abbellimento del verde pubblico, servizi di accompagnamento…. Riconoscendo che gli anziani sono un punto di forza e una risorsa in più per la nostra città cambieremo prospettiva ed il modo in cui, collettivamente, guardiamo all’invecchiamento.

La famiglia, le famiglie sono la cellula vitale della nostra comunità. Vogliamo sostenere la famiglia nella sua funzione educativa e sociale, per sostenere la natalità e le varie fasi di vita, per sensibilizzare il territorio e promuovere una cultura di attenzione e promozione della famiglia.

La nuova legge provinciale sulla famiglia ha introdotto, in analogia a quanto effettuato nelle politiche ambientali e sanitarie, la valutazione di impatto delle politiche familiari, come strumento per indirizzare le politiche tributarie e tariffarie della Provincia. Ma in aggiunta alle politiche tributarie e tariffarie provinciali anche quelle comunali impattano direttamente sulle famiglie. Normalmente l’aggiornamento dei tributi (IMUP, IUC…) e delle tariffe comunali (rifiuti, strutture sportive, mezzi di trasporto, nidi d’infanzia, colonie estive, ecc.) è realizzato ponendo come criterio prevalente l’equilibrio di bilancio. Attualmente non vi sono strumenti per attualizzare l’impatto delle politiche familiari provinciali in ambito locale. Dobbiamo sviluppare un modello cittadino che permette invece di farlo.

Potremo così rimodulare tariffe, tributi e agevolazioni secondo valutazioni oggettive e promuovere così nei singoli settori politiche più eque a favore delle famiglie. Insieme a questo un’altra azione concreta da realizzare riguarda gli operatori del commercio. I ritmi tra famiglia, lavoro ed il tempo del riposo sono cambiati, il Comune deve farsi promotore di misure speciali per chi ha figli di 0-6 anni, in accordo con le categorie e i sindacati di settore. I 1123 bambini che oggi sono andati all’asilo nido sono un fatto concreto, il comune di Trento ha scelto da tempo di andare nella direzione di investire in politiche di conciliazione famiglia-lavoro, dobbiamo continuare con coraggio e costanza per ampliare gli strumenti in questo senso.

Alcuni esempi per comprendere come è fondamentale il ruolo per il quale i cittadini ci hanno eletti, indirizzare e controllare questo.

  • urbanistica, cultura, mobilità, per citare solo alcuni dei temi, sviluppo di ciascuno dentro un progetto più ampio… e allora semplificazione, capacità di guardare al proprio vissuto dentro il vissuto di tutti, grande sfida culturale (sicurezza, uso degli spazi comuni, ruolo, possibilità dell’università nella città ecc.)
  • Gli indirizzi concreti di cambiamento e l’audacia amministrativa potremo svincolarli da un periodo storico “in cui prevalgono le ragioni del nostro detto si stava meglio ….”

Interpretare in modo originale una nuova fase, una fase nella quale il Comune si sente chiamato a promuovere e ad accompagnare lo sviluppo equilibrato della città, attraverso i suoi strumenti, come ad esempio il piano strategico.

L’obiettivo che ci possiamo come consiglio comunale, con gli strumenti di cui disponiamo per indirizzare il sindaco e la giunta è di far crescere le migliori capacità di amministrare e di farlo bene, di condividere scelte che mettano in moto progetti visibili, (come mi diceva un collega della minoranza…perché poi siamo tutti qui per aiutarci a scegliere il meglio per la nostra città…) salvaguardando sviluppi interni al tessuto sociale ed economico, ricercando una sana crescita del senso di appartenenza della nostra comunità. Siamo chiamati, credo, in ogni scelta che faremo in questi cinque anni di impegno, chi dentro le istituzioni, chi da fuori, a riconoscere la, le vocazioni della nostra città, tendendo alla realizzazione interna e profonda apertura esterna.

Così ruolo di Trento non solo per Trento ma per il Trentino. Ruolo della città capoluogo sarà essenziale dentro al sistema provinciale solo se sapremo moltiplicare l’efficacia delle politiche, in una essenziale sinergia e pieno rispetto dell’autonomia comunale, consapevoli che il ruolo di capoluogo non si rivendica, si esercita.

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