Idee di ripartenza per la fascia 0 mesi – 6 anni

I bambini, soprattutto i più piccoli, sono stati i grandi assenti dal dibattito pubblico durante le settimane di lockdown ed ora nell’ideazione delle possibili fasi di ripartenza che si stanno approntando. Sembra che i decisori si siano “svegliati” solo alla domanda “e quando si torna al lavoro come facciamo?”. 

E’ invece il momento di pensare a nuove e diverse possibilità per i più piccoli (la fascia 0-6), in un mondo che troveranno diverso all’uscita da casa, perché le occasioni di relazione, socialità, apprendimento, offerte da nido e scuole dell’infanzia, dalla vita nelle comunità di appartenenza, sono indispensabili per la crescita psicologica, sociale e cognitiva dei nostri bambini.

Le settimane trascorse a casa sono state fondamentali per contribuire agli sforzi di contenimento e diminuzione del contagio, ma se non sono percorribili per lunghi periodi per gli adulti, tanto meno possono diventare la regola per i bambini. A nessuno sfugge che questo significa, di fatto, alimentare una triplice rischiosissima prospettiva: che i genitori, dicasi le madri, restino a casa, scambiando i sostegni economici con il proprio desiderio di lavorare; che si alimenti un mercato del lavoro educativo sommerso (sottoqualificato e sottopagato); che i bambini finiscano di restare a casa esclusi da quella dimensione di socialità fra pari che rappresenta la naturale cornice per le loro esperienze di relazione, conoscenza e co-costruzione di apprendimenti – come sostiene Aldo Fortunati.

Davanti a noi abbiamo poche certezze su quale sarà l’evoluzione della pandemia, è necessario prevedere diverse possibilità, in base anche alle scelte delle famiglie, in modo da consentire scelte responsabili e che pongano al centro la salute così come il bisogno umano di relazione.

– Servizi educativi – nido e la scuola dell’infanzia – in modalità organizzative flessibili e metodologie pedagogiche innovative, dando priorità nella frequenza – in caso di non copertura di tutti i posti attualmente previsti – ai bambini con entrambi i genitori che lavorano, dedicando agli altri bambini (in orari diversi) situazioni di incontro e socialità nell’arco della settimana:

  • Organizzazione sanitaria, sottoporre a verifica sanitaria preliminare (test sierologici, tamponi, misurazione della temperatura) sia i bambini e le loro famiglie che ovviamente educatrici ed operatori.
  • Mappatura delle strutture dedicate ai servizi educativi (asili nido e scuole dell’infanzia) del territorio provinciale, al fine di verificare gli spazi disponibili rispetto ai bambini iscritti e verifica di nuovi spazi da dedicare, anche all’aperto. Coinvolgendo i comuni di riferimento, valutare ed identificare nuovi spazi che potranno essere ubicati sia nelle pertinenze delle strutture ma anche nei luoghi (paesi, città) in cui le scuole stesse sono inserite come ad es. parchi giochi, strutture pubbliche ecc. e loro rapido adeguamento.
  • Organizzazione di modalità educative che permetta di dividere i bambini in gruppi più piccoli, con conseguente di aumento dell’orario delle educatrici che attualmente hanno orari di tempo ridotti e con il coinvolgimento organizzativo delle tante e diverse realtà (società, cooperative, enti) che nel nostro territorio si occupano di infanzia e che possono supportare i servizi educativi.

– Servizio babysitter, con buoni di servizio in base all’indice icef aggiornato.

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